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Taglio dell'Irpef, contratti, energia, parte la corsa alla manovra

Aug 13, 2026 IDOPRESS

Meno tasse,più potere d'acquisto e

occupazione. Le priorità sono tracciate. Ed è da qui che il

governo intende ripartire a settembre,gettando le basi per

quella che sarà la quinta ed ultima manovra di questa

legislatura. Una legge di bilancio su cui si consumeranno gli

appetiti dei partiti,stimolati più che mai dal clima

pre-elettorale. Ma che avrà anche un respiro finanziario più

ampio delle precedenti,grazie allo scostamento legato alla

flessibilità concessa dall'Ue per le spese in difesa ed energia.


L'Italia si prepara infatti a chiedere a Bruxelles

l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per

complessivi 35 miliardi nel triennio (l'1,5% del Pil). Denaro

che,dopo l'ok dell'Europa atteso per ottobre,verrà svincolato

con uno scostamento di bilancio da approvare con voto a

maggioranza assoluta del Parlamento. La metà di questo

'tesoretto',circa 14 miliardi (lo 0,6%,ma potrebbero anche

essere meno senza l'uscita dalla procedura per deficit

eccessivo),confluirebbe subito all'interno delle risorse per la

legge di bilancio 2027. Soldi che tuttavia sono già prenotati

per le spese in difesa ed energia. Su quest'ultimo capitolo,in

attesa che venga formalizzato (forse già lunedì) l'elenco

definitivo delle spese ammissibili,quel che è certo è che

verranno ammesse solo misure mirate a migliorare strutturalmente

la sicurezza del sistema,mentre saranno esclusi interventi

provvisori come i tagli alle accise o sussidi ai privati.


Al netto di questo capitolo,il menù della manovra ha già

iniziato a prendere forma sul tavolo del ministro dell'Economia

Giancarlo Giorgetti,che ha già ricevuto dai ministri la lista

delle richieste. Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta

ad almeno 5 miliardi per la sanità,per aumentare le assunzioni

e gli stipendi. Sul fronte del lavoro,su cui è impegnata la

ministra Elvira Calderone,si va verso la riconferma della

tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali,i premi di

risultato e le indennità per il lavoro faticoso: valore totale,

2 miliardi. Il ministro per il Sud Luigi Sbarra chiede il

rifinanziamento della Zes per il Sud,con almeno 4 miliardi

aggiuntivi nel triennio. Alle infrastrutture Matteo Salvini si

aspetta 5 miliardi per strade e cantieri.


C'è poi da completare l'ultimo tassello del taglio dell'Irpef

per il ceto medio,portando dal 43% al 33% l'aliquota per i

redditi tra 50 e 60 mila euro: intervento da circa 1,2 miliardi.


Mentre sul capitolo pensioni serviranno 1,1 miliardi se si vorrà

evitare l'aumento di un mese dell'età pensionabile che scatta

dal 2027. Contando anche le spese indifferibili (1,5-2

miliardi),il conto è quindi già salato: oltre 17 miliardi.


Aggiungendo poi le risorse derivanti dallo scostamento,la

prossima manovra potrebbe superare i 30 miliardi.


Il tutto al netto delle richieste dei partiti di maggioranza,

che già scalpitano per mettere le loro bandierine. La presidente

del consiglio Giorgia Meloni ha indicato la rotta per settembre:

"Alleggerire le tasse,rafforzare il potere d'acquisto e

favorire un'occupazione sempre più stabile". Ma il vicepremier

Salvini è già scattato avanti,proponendo una nuova tassa sulle

banche. Misura difficilmente condivisibile da Forza Italia,

anche se nella maggioranza,a taccuini chiusi,non si nega che

qualcosa si potrebbe arrivare a chiedere. .


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