
"Quasi 7mila posti in meno tra
docenti e personale Ata dal prossimo anno scolastico. Una scelta
inaccettabile,che rischia di indebolire la scuola statale e la
qualità dell'istruzione. Chiediamo al governo e al Parlamento di
cancellare questi tagli dal testo della manovra. La denatalità
non può diventare un pretesto per ridurre il personale".
Lo dichiarano congiuntamente PierPaolo Bombardieri,
segretario generale della Uil,e Giuseppe D'Aprile,segretario
generale della Uil Scuola,in merito a quanto previsto dal
disegno di legge di Bilancio.
Nel dettaglio,spiegano in una nota,il provvedimento
prevede dal 2027/28 una riduzione di 4.925 posti di docenti e
2.049 posti Ata,che si aggiungono ai tagli già disposti: 5.660
docenti dal 2025/26 e 2.174 Ata dal 2026/27. Se confermate,le
nuove riduzioni porterebbero a 14.808 i posti complessivamente
tagliati in tre anni scolastici. "Il calo degli iscritti
dovrebbe rappresentare un'opportunità per diminuire il numero
degli alunni per classe e migliorare la qualità
dell'insegnamento. Invece,si continua a intervenire sugli
organici,aggravando le difficoltà di un sistema già segnato dal
precariato",spiegano i sindacalisti.
"Inoltre,- proseguono - ridurre ulteriormente il personale
Ata significa aumentarne i carichi di lavoro e mettere in
difficoltà le attività di vigilanza,assistenza e gestione
amministrativa. Nelle aree interne questi tagli rischiano di
accentuare le disuguaglianze e lo spopolamento". Quindi
l'appello: "Chiediamo di eliminare i tagli previsti dalla
manovra,stanziare risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali
ed estendere anche a tutto il pubblico impiego la detassazione
degli aumenti contrattuali. Investire nell'istruzione significa
investire nel futuro del Paese",concludono Bombardieri e
D'Aprile.
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