
La Corte Suprema argentina ha
respinto il ricorso della ex presidente Cristina Kirchner e di
altri otto imputati contro il maxi risarcimento per oltre 400
milioni di euro incluso nella condanna per corruzione confermata
a novembre del 2024 dalla Cassazione.
Il massimo tribunale argentino apre in questo modo alla
confisca di beni e proprietà appartenenti principalmente
all'imprenditore Lazaro Baez,considerato dagli inquirenti come
il prestanome di Kirchner e degli altri imputati.
L'ex presidente contestava in particolare il calcolo
effettuato dai giudici che avevano determinato inizialmente un
danno all'erario di circa 85 miliardi di pesos (circa 50 milioni
di euro) portato infine a 685 miliardi tenendo conto
dell'inflazione registrata negli anni tra il 2016 e il 2025.
Secondo le perizie del tribunale,Kirchner - a cui sono già
stati confiscati in modo precauzionale circa 5 milioni di
dollari depositati in due diverse cassette di sicurezza -
possiede 25 immobili e partecipazioni azionarie in tre diverse
società.
L'ex presidente,attualmente agli arresti domiciliari,è
stata condannata a sei anni di carcere per amministrazione
fraudolenta a danno dello Stato nell'ambito del caso Vialidad,
legato all'assegnazione truccata di appalti stradali in
Patagonia.
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