
Il fuoco incrociato tra Iran e
Israele fa precipitare le Borse di Asia e Pacifico. Tokyo perde
il 3,85%,Taiwan il 3,48%,Seul l'8,29%. Chiusa per festività
Sidney,mentre sono ancora aperte Hong Kong (-1,53%),Shanghai
(-1,56%),Mumbai (-0,66%) e Singapore (-1,8%). Negativi i future
sull'Europa e su Wall Street. Rallenta il Pil del Giappone,che
limita il rialzo all'1,8% contro il 2,1% previsto,mentre
scendono oltre le stime gli ordini di fabbrica tedeschi (-3,8%)
in aprile. In arrivo dall'Eurozona l'indice Sentix che misura la
fiducia degli investitori,mentre dagli Usa sono attese le
aspettative dei consumatori sull'inflazione.
Il peggioramento del quadro in Medio Oriente pesa sul greggio
(Wti +4,25 a 94,4 dollari al barile e Brent +4,6% a 97,4 dollari
al barile) e sul gas naturale (+6% a 51,4 euro al MWh),che
risente anche di uno sciopero in Australia. Precipita l'oro
(-3,8% a 4.297 dollari l'oncia),mentre il dollaro appare
invariato a 1,15 sull'euro e a 160,27 yen. In calo la sterlina a
1,33 dollari. Sale a 77,7 punti il differenziale tra Btp e Bund
decennali tedeschi,con il rendimento annuo italiano in
progresso di 4,5 punti al 3,84%,quello tedesco di 3 punti al
3,07% e quello francese di 4,1 punti al 3,84%.
Sulla piazza di Tokyo pesa il comparto dei semiconduttori con
Sumco (-12,84%),Socionext (-10,05%) e Renesas Electronkics
(-9,39%). Difficoltà anche per i produttori di apparecchiature
Murata (-10,15%),Tdk (-9,63%),Taiyo Yuden (-5,2%) e Kyocera
(-4,01%). Contrastati gli automobilistici Subaru (+1,57%) e
Toyota (-0,96%).
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