
Il presidente della Bolivia,
Rodrigo Paz,ha difeso il suo governo conservatore,che in nove
mesi di esistenza è stato bersaglio di enormi proteste popolari,
cavalcate soprattutto dall'ex presidente di sinistra Evo
Morales.
"Ci hanno lasciato una patria devastata e morente",ha detto
Paz durante il suo primo discorso alla nazione da quando si è
insediato,ponendo fine a due decenni di governo socialista
nella nazione andina.
Parlando dalla città di Sucre,nel giorno dell'Indipendenza
del Paese,il capo dello Stato centrista ha difeso le sue
politiche economiche "impopolari" ma "necessarie".
La sua decisione di abolire i sussidi sui carburanti,in
vigore da decenni e che avevano prosciugato le riserve
internazionali in dollari,ha causato il raddoppio dei prezzi,
innescando settimane di blocchi stradali e mettendo in ginocchio
la popolazione,a causa delle gravi carenze di cibo e
medicinali. Paz è riuscito a sedare le manifestazioni,che
duravano da mesi e che inizialmente chiedevano le sue
dimissioni,dichiarando lo stato di emergenza a giugno e
schierando l'esercito per evitare nuovi assembramenti.
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