
La polizia di Stato sta eseguendo
dalle prime ore di questa mattina una serie di misure cautelari
nei confronti di militanti antagonisti indagati,a vario titolo,
per reati commessi durante la manifestazione nazionale del 31
gennaio 2026 contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna,a
Torino. Alcuni dei destinatari dei provvedimenti risiedono fuori
dal capoluogo piemontese.
L'ordinanza,emessa dal gip di Torino,prevede misure di
custodia cautelare in carcere,arresti domiciliari,divieti di
dimora e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia
giudiziaria.
L'operazione di questa mattina è condotta dalla Digos della
questura di Torino,guidata dalla dirigente Rita Fabretti,al
termine di un'indagine coordinata dalla procura della
Repubblica.
I fatti riguardano la manifestazione nazionale che si era
svolta a gennaio,dopo lo sgombero del 18 dicembre dello storico
centro sociale dell'Autonomia,di corso Regina Margherita 47,
liberato dopo circa trent'anni di occupazione.
Nell'ottobre scorso erano state eseguite 14 perquisizioni in
diverse province italiane e la procura di Torino aveva
notificato 19 decreti di fissazione dei interrogatori
preventivi.
Tra i reati ipotizzati figurava anche il tentato omicidio,
contestato a un antagonista per l'incendio di un mezzo della
polizia con un agente a bordo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il 31 gennaio
gruppi di manifestanti a volto coperto avevano lanciato pietre,
bottiglie,razzi,bengala e bombe carta contro gli agenti,
allestendo anche barricate con cassonetti incendiati.
Durante i disordini un mezzo del reparto mobile era stato
dato alle fiamme mentre un agente si trovava a bordo. Un altro
poliziotto era stato accerchiato e aggredito con calci e colpi
di martello,dopo essere stato privato del casco e dello scudo.
Erano rimasti feriti 103 appartenenti alle forze dell'ordine,
con prognosi fino a 100 giorni.
Esplora i nostri contenuti curati, rimani informato sulle innovazioni rivoluzionarie e viaggia nel futuro della scienza e della tecnologia.
© Nuove tecnologie
politica sulla riservatezza